Il Colore
«”Nel mondo fenomenico tutto è relativo ed i colori esistono soltanto come relatività (…)”.
Questa frase di G. C. Argan tratta dalla sua introduzione al libro Teoria dei colori di J. W. Goethe è significativa di come anche in un evento visivo insieme al colore concorre un complesso di elementi (gli stimoli) che i sensi umani leggono ed organizzano in percezioni, in cui il massimo valore è dato all’insieme percepito, cioè nel caso della percezione visiva di forma, direzione, posizione, textura, valore, trasparenza, tinta (cfr. N. Silvestrini, Le variabili visive).
Laddove la misura è comunque l’uomo, teorie e discipline del colore dovrebbero contribuire alla realizzazione di ambienti sia reali sia virtuali dove l’immaginario, la cultura e le capacità sensoriali umane sono completate e compensate dal riferimento cromatico, che rimane indice e indicatore del modus percettivo e precettivo della comunicazione ».
Questa frase di Daniela Calabi (cfr. http://www.idearium.it/nuke/article.php?sid=38), non deve spaventarti, ma vuole solo farti capire quanto sia complesso l’argomento del colore in generale, e del colore sul web in particolare. I fattori da considerare sono molteplici e dipendono da una vastissima quantità di parametri che variano a seconda del mezzo, della persona, delle condizioni climatiche, delle condizioni di salute, del momento della giornata e così via.
Ti proponiamo ora una panoramica generale alcuni argomenti legati al colore sul web, che poi potrai approfondire, se vorrai, su siti specializzati sull’argomento.
Un altra risorsa su HTML.it è l’articolo I colori e il loro uso nel Web della sezione PRO.HTML.it
La Percezione del colore
Ma come percepiamo i colori? Il colore altro non è che una sensazione che viene avvertita in una zona particolare del cervello e viene provocata dall’azione che i fotoni compiono sui coni; possiamo quindi ritenere i fotoni e i coni retinici gli attori principali della rappresentazione cromatica che ha luogo quotidianamente nell’immenso teatro del nostro cervello.
I coni sono distribuiti nella zona centrale della rètina (cioè dove mettiamo a fuoco l’immagine) e soprattutto nella fòvea, sono circa cinque milioni, sono grossi un millesimo di millimetro e si dividono in tre diversi gruppi di fotosensibilità (cioè di sensibilità alla luce) .
In parole molto semplici, gli oggetti intorno a noi “emettono” un certo numero di fotoni, i quali vanno a colpire la rétina dei nostri occhi. In questo modo vengono a determinarsi una serie di sensazioni cerebrali di tipo visivo alle quali possiamo dare il nome di “COLORI”.
La Psicologia del colore
Il colore è quindi una sensazione che viene avvertita dal cervello e avrà conseguenze anche nel nostro organismo e sul nostro atteggiamento psicologico.
Questo argomento riguarda da vicino una scienza chiamata neurofisiologia. Non siamo ora chiamati ad approfondirlo, ma per renderti conto di quanto questa scienza studi meccanismi in realtà molto vicino alla nostra quotidianità, pensa all’effetto diverso che hanno sulla nostra psiche una bella mattinata di sole o una giornata di pioggia o la notte.
Prima di affrontare i modelli di colore, indichiamo il significato di alcune parole che ci aiuteranno nella comprensione dei prossimi concetti.
Tinta:
attributo della percezione di colore per mezzo del quale l’oggetto della percezione è definito di un certo colore (rosso, giallo, verde…).
Saturazione:
attributo della percezione di colore che permette di valutare la purezza di un colore.
Valore:
indica la quantità di bianco nero o grigio presenti nel colore
Contrasto:
è la differenza tra i valori.
Tono:
mentre la tinta è definita nel sistema cromatico secondo la sua lunghezza d’onda, il tono descrive il manifestarsi della tinta, che può modificarsi da condizione a condizione.
Il modello RGB
Una vasta percentuale dello spettro visibile può essere rappresentata miscelando i colori primari rosso, verde e blu (Red, Green, Blue, ovvero RGB) in diverse proporzioni e intensità. Quando questi colori si sovrappongono, si ottiene il cyan, il magenta e il giallo.
I colori primari possono essere combinati per creare il bianco, e sono anche detti colori additivi. Unendo tutti i colori si ottiene il bianco: in pratica, tutta la luce viene riflessa e percepita dall’occhio. I monitor dei computer creano il colore emettendo luce attraverso fosfori rossi, verdi e blu.
Il monitor infatti riproduce i colori utilizzando un metodo detto “Sintesi Additiva”, aggiungendo cioè colori per ottenerne altri i quali non sono nient’altro che la somma dei colori di partenza. In natura invece succede il contrario. Tutto ciò che l’occhio umano riesce a percepire è in effetti ciò che un certo oggetto (composto da un determinato materiale) respinge dopo aver assorbito tutte le componenti cromatiche della luce tranne una.
Il modello CMYK
Il secondo modello che dobbiamo conoscere per la creazione del colore si chiama CMYK (Cyan, Magenta, Yellow, blacK) e si basa sulla capacità propria dell’inchiostro di assorbire la luce sulla carta. Quando la luce bianca colpisce gli inchiostri traslucidi, una parte dello spettro viene assorbita e una parte viene riflessa e percepita dall’occhio.
Teoricamente, i pigmenti puri di cyan (C), magenta (M) e giallo (Y) dovrebbero combinarsi per assorbire tutto il colore e produrre il nero (per questa ragione sono anche detti colori sottrattivi). Nella realtà tutti gli inchiostri per la stampa non producono un colore nero puro ma producono un colore marrone scuro. Per ottenere il nero vero e proprio devono essere combinati con un inchiostro nero (K di blacK, da non confondere con B di Blue). La combinazione di questi quattro inchiostri per riprodurre il colore è definita quadricromia.
I colori sottrattivi (CMY) e i colori additivi (RGB) sono complementari. Ogni coppia di colori sottrattivi crea un colore additivo e viceversa.
La ‘tavolozza Web’
La ‘tavolozza Web’ è un insieme di 216 colori che ogni web designer dovrebbe conoscere e saper utilizzare per consentire ai visitatori di visualizzare le pagine nel modo in cui sono state progettate.
Un PC dotato di scheda video a 256 colori può mostrare solo 216 colori fissi in modo affidabile, ma non tutti i nostri utenti possono disporre di una scheda video capace di visualizzare migliaia di colori.
Quando un browser non dispone di determinati colori, avendone disponibili solo 256, prova a “crearli”, mescolando pixel di colori. Il colore ottenuto è simile a quello non disponibile, ma non è il colore che hai scelto tu. Allora cosa fare per non rischiare?
Usa la palette di colori web safe che è comune a tutti i browser e che consente di evitare il processo di retinatura.
Ti starai ora chiedendo perché 216 colori e non 256? È presto detto: alcuni di questi 256 colori sono utilizzati dall’interfaccia del sistema operativo e non sono disponibili al browser. La cosa non deve farti disperare, né deve preoccuparti più di tanto perché la maggior parte degli editor HTML e degli strumenti grafici include la tavolozza Web, devi solo essere sicuro di avere selezionato la tavolozza giusta.
Questo vale soprattutto per i programmi come Photoshop, con i quali è possibile lavorare sia per il web che per la grafica da mandare in stampa, nei quali bisogna accertarsi che òa palette che stiamo usando sia proprio quella giusta.
Se preferisci la codifica HTML diretta, devi però conoscere il valore decimale di ciascun colore per il Web. Nel codice HTML ciascun valore è formato da sei cifre, preceduti dal simbolo #: i colori del Web sono sempre formati da tre coppie di cifre identiche, essendo tutte le cifre multiple di 3 (cioè 0, 3, 6, 9, C, F).
Ciò significa che #6600ff è un colore del Web, mentre non lo è #663d4e1.
Con l’evoluzione tecnologica la limitazione dei colori nel web sta gradualmente sparendo. Questo è un vantaggio ma può rivelarsi fatale per una buona riuscita del progetto grafico dove bisognerebbe avere una rigorosa limitazione e un’armonia nell’utilizzo delle leggi cromatiche.
Basta guardare quello che succede nella comunicazione e nell’immagine coordinata delle aziende: l’uso dei colori è limitato. Allora questa regola dovrebbe essere usata anche nel web.
Stabilisci una gamma di colori limitata da usare nel tuo sito, e gioca con le loro diverse combinazioni per caratterizzare gli elementi che ne compongono la struttura grafica. Puoi anche giocare con il colore per differenziare le varie sezioni del tuo sito e creare con il colore delle chiavi di lettura.
Combinazioni efficaci di colore sono una questione di relazione tra colori, piuttosto che di scelta di una determinata sfumatura (sfumatura all’interno di una gamma).
